DOTT. JEKILL E MR. HYDE

Rimango allibita dall’atteggiamento di chi incolpa sempre l’altro, spesso le frange più deboli e senza possibilità di replica, per le proprie frustrazioni personali. Chi sia il bersaglio di turno non importa: omosessuali, meridionali, immigrati… Gli insoddisfatti, spalleggiandosi a vicenda, insorgono trovando forza nel gruppo, politico o non, soprattutto sui social. Tutte brave persone, lavoratori, padri di famiglia che dietro una tastiera, protetti dal virtuale, come veri e propri ultras allo stadio, si trasformano nel peggio di sé, in modo davvero irragionevole e perfido.
Perché tanto odio? Perché questo eterno cercare un capro espiatorio per liberarsi dalle proprie colpe, dai propri pesi che non si san gestire? Perché questa poca capacità di guardarsi allo specchio, prendersi in mano e guarire i propri scompensi interiori?
Ognuno può esprimere le proprie idee, ma con modalità non offensive, portando avanti il proprio pensiero senza generare odio e divisioni, fomentare il caos o pretendere di essere nell’assoluta verità. La polemica arrogante non conduce a nulla se non ad un inasprimento e alla rottura, mentre una corretta e rispettosa pluralità di pensiero, non può che mostrare le criticità per poter drizzare il tiro e apportare migliorie al sistema. Tacere ed informarsi prima di parlare dovrebbe essere buona consuetudine ed una forma di rispetto che è alla base della comunicazione sociale. Credo davvero che quello che vediamo in larga scala nella società non sia altro che l’immagine di ciò che siamo nel nostro piccolo. Costruiamo ponti, non muri.

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4 risposte a “DOTT. JEKILL E MR. HYDE”

  1. Purtroppo gli ideali con cui è nato il “www” non sono stati recepiti dalle persone che ogni giorno fanno uso di questo strumento che dovrebbe unire le persone e non dividerle. Le persone sfogano le loro frustrazioni contro uno schermo, perché purtroppo non ci si rende conto che dietro quello schermo ci sono persone vere che soffrono delle nostre parole. Bisognerebbe far capire alle persone cosa si può fare realmente con questi strumenti, forse apprezzando le potenzialità della rete qualcosa potrebbe migliorare.

    1. Si, forse… Quando non sarà più questo l’uomo troverà altri mezzi per sfogarsi o meglio “sdoppiarsi”. Noi cerchiamo di essere bravi costruttori e non distruttori, temo si possa solo agire in questo modo. Grazie 😘

  2. Cara Ramona, ci sono alcune parole che quando si parla dei leoni da tastiera bisogna dimenticare..persona che incontrandole dal vivo non si permetterebbero mai di esprimersi come nei social, nascosti dietro al video…la parola è rispetto…ed è strettamente correlata alla parola intelligenza…sono due cose che vanno di pari passo.. purtroppo sembra che la seconda sia sempre meno diffusa…

    1. Le persone intelligenti ci sono e prima dei social erano loro ad essere autorevolmente ascoltati. Ora possono parlare tutti in libertà, ma ahimé, sono ascoltati allo stesso livello di una persona competente. Questo è il problema…

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